FEDERCONSUMATORI PUGLIA – COMUNICATO STAMPA
Bari, 26 gennaio 2026
Popolare di Bari: condanne civili per circa 122 milioni. Basta illusioni: servono
decisioni e garanzie per i risparmiatori.
La sentenza del Tribunale di Bari – Sezione Specializzata Imprese (R.G. 12549/2020), promossa da Banca Popolare di Bari in A.S., oggi BdM Banca S.p.A., accerta responsabilità e dispone condanne risarcitorie milionarie con riferimento a specifiche operazioni creditizie ritenute illegittime nella loro
gestione.
In sintesi, il Tribunale ha riconosciuto importi di condanna che, per valore economico complessivo delle domande accolte, arrivano a: € 109.130.040 in capo a Marco e Gianluca Jacobini, € 42.130.040 in capo a Giorgio Papa, € 24.130.040 in capo agli altri amministratori coinvolti nelle medesime poste risarcitorie, e € 3.438.744 in capo a Vincenzo Figarola De Bustis (nei limiti indicati).
La decisione include, inoltre, la condanna di PricewaterhouseCoopers S.p.A. a € 2.575.000 e riconosce rivalutazione/indici e interessi secondo quanto statuito nel dispositivo.
Attenzione però: sta passando un messaggio sbagliato. Questa condanna non è “a favore degli azionisti” e non produce automaticamente un rimborso per i risparmiatori. Il creditore indicato in sentenza è la Banca: se BdM Banca non assume una scelta chiara—con una delibera che istituisca un fondo vincolato e trasparente a favore degli azionisti danneggiati—quelle somme non arriveranno ai consumatori.
Federconsumatori Puglia chiede che la vicenda non si chiuda con l’ennesima “verità su carta” e zero soldi nelle tasche dei cittadini. La Puglia non ha bisogno di titoli: ha bisogno di ristori effettivi, procedure snelle, tempi certi.
Chiediamo:
• un tavolo immediato coordinato con BdM e istituzioni competenti per un percorso chiaro di tutela e ristoro;
• trasparenza su tempi, criteri, coperture e strumenti di recupero;
• assistenza concreta ai risparmiatori con canali dedicati e risposte verificabili.
E va detto con chiarezza: queste somme, ove effettivamente recuperate, rappresentano comunque un ristoro solo parziale per gli azionisti. Non possiamo dimenticare che la banca ha già stipulato transazioni con centinaia di azionisti, molti dei quali avevano acquistato titoli negli anni 2014 e, per il timore di non recuperare nulla, hanno accettato rimborsi intorno a € 2,80 per azione, subendo perdite pesantissime. Chi ha “chiuso” per necessità non va lasciato indietro: la tutela non può diventare una lotteria dove vince chi resiste di più.
C’è un altro punto che va detto senza ipocrisie: anche nell’ipotesi in cui la Banca deliberasse un fondo, oggi siamo comunque davanti a un percorso che può essere lungo. Gli obbligati possono proporre appello e chiedere la sospensione dell’esecutività; e, anche se fossero costretti a pagare in pendenza di giudizio, è realistico che la Banca non eroghi somme agli azionisti finché non ci sia una stabilità almeno di secondo grado, per evitare lo scenario (non teorico) di una riforma che imponga restituzioni.
Per questo lo diciamo con chiarezza: questi soldi, ove vengano effettivamente rintracciati e recuperati, possono costituire un ristoro—comunque parziale—per gli azionisti. Ma serve una decisione politica e societaria netta: un fondo vero, regole pubbliche.
Avv. Mariangela Ghergo
Presidente – Federconsumatori Puglia







